Cenni storici-ambientali

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Mazzano Romano è un comune di circa 2.800 abitanti.

Sorge sull'estremo lembo del territorio della Provincia di Roma e si incunea nella Provincia di Viterbo a confine con i Comuni di Calcata, Nepi, Castel S.Elia, mentre verso sud confina con i Comuni di Campagnano di Roma e Magliano Romano.

Il Centro dista da Roma circa 45 Km percorrendo la strada nazionale Cassia Veientana, Cassia, e la strada provinciale Settevene-Mazzano.

La superficie territoriale ha un'estensione di circa 2830 ha. dei quali 134 ha. occupati da strade, acque e fabbricati ed 2296 ha. destinati alla produzione agricola e forestale. I boschi occupano una superficie di circa 400 ha.

I collegamenti stradali all'interno del territorio sono abbastanza buoni.

Il territorio si svolge prevalentemente in collina tra un'altitudine variabile da m. 200 a m. 270 s.l.m.

 

Notizie storiche su Mazzano

Il territorio di Mazzano è situato pressoché al centro del bacino del Treja, il fiume che nasce alle falde dei Monti Sabatini e confluisce nel Tevere ad est di Civita Castellana, ed appare come una zona geograficamente distinta, abitata in epoca pre-romana dai Falisci, un gruppo tribale con una tradizione linguistica indo-europea.

Il bacino del Treja corrisponde secondo l'archeologo Tim Potter alla regione indicata con la denominazione di Ager Faliscus.
L'insediamento dei Falisci è testimoniato dalla presenza di diverse necropoli (Narce, La Pietrina, Monte Li Santi, Monte La Corte) e dal ritrovamento di importantissimi reperti archeologici, ora esposti nel Museo Nazionale dell'Agro Falisco di Civita Castellana e nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, in base ai quali si può affermare VII sec. A.C.

Nel periodo dell'espansione della potenza romana, e segnatamente dopo la distruzione della città etrusca di Vejo, la regione divenne, come le altre, terra di conquista e venne utilizzata in parte come colonia penitenziaria e in parte venne data in uso ai veterani dell'esercito di Roma.

Probabilmente, il nome di Mazzano deriva dal nome del gentilizio romano Matius, cioè della gens proprietaria del territorio e quindi dall'aggettivo Matianum che designava l'appartenenza del fondo risalente a prima della fondazione della DOMUS CULTA di CAPRACORUM (lett. Contrada delle Capre; nei pressi di Montegelato esiste ancora il nome della località, corretto in "Crepacore"), da parte del potente principe Alberico, senatore romano, supposto discendente di ADRIANO I (780 d.c.) e padre del futuro papa Giovanni XII.
Con l'invasione dei Longobardi subì la devastazione come Nepi.
Durante il ducato Longobardo dal 580 all'ultimo duca Tutone nel 760 si ricostituì come centro abitato ed assunse i sistemi di coltivazione che sono giunti fino a noi.

Dopo la caduta dei Longobardi, la notizia più antica di Mazzano si ricava da una pergamena (riportata dal Gregorovius nel libro VI pag.18) dalla quale risulta che il 14 gennaio del 945 il predetto Alberico donava a Benedetto, abate del convento romano dei Santi Andrea e Gregorio al Celio, il castello di Mazzano con tutte le sue pertinenze e tutti i suoi coloni.
Questa terra allora apparteneva in proprietà alla famiglia di donna Marozia e trovavasi ancora nella Diocesi di Nepi, della quale era Vescovo Sergio, fratello di Alberico.
Dai Monaci del Celio, come tutti gli altri possedimenti in provincia di Roma, passò con bolla pontificia, sotto il dominio dei baroni laici e fu Giovanni Battista degli Anguillara che acquistò Mazzano mediante pagamento di dodicimila ducati d'oro come risulta dalla bolla di Papa Clemente VII in data 8 febbraio 1526 (vedi nota) che ne permetteva la vendita (archivio Vaticano, reg.1431 Clementi VII bull a foglio 203): tale documento comprova che il dominio dei monaci è durato dall'anno 945 al 1526, quasi sei secoli senza interruzione, mantenendo gli usi agrari introdotti dai longobardi.

Nel 1599 Flaminio ANGUILLARA lo vendette al Cardinale Lelio BISCIA e al fratello e nel 1658 passò, per eredità, ai DEL DRAGO che lo governarono fino alla riforma fondiaria dell'Ente Maremma.
L'abolizione del feudalesimo in provincia romana, proclamato dalla prima repubblica nel 1798, fu confermata dopo le vicende napoleoniche dal "Motu proprio" di Papa Pio VII del 6 luglio 1816: tale documento, nella tabella del riparto territoriale dell'ex Stato pontificio allegata al Motu Proprio
comprova con certezza l'esistenza di un feudo nel Comune di Mazzano, sito nel distretto di Roma e registrato tra i luoghi baronali con popolazione di 307 (trecentrosette) abitanti

Dall'1 Agosto 1872 al nome di Mazzano è stato aggiunto l'appellativo Romano.

 

(nota) Nella bolla si dice che il Papa, costretto dalla necessità di difendere i possessi della chiesa e dei monasteri dalle invasioni dei nemici aveva dovuto raccogliere grandi eserciti e spendere moto denaro; che col consiglio e consenso dei cardinali aveva ritenuto opportuno alienare alcuni castelli, tenuti e casali delle Chiese e dei Monasteri per fronteggiare tali grandi spese: perciò Gerolamo dei Conti, comnmendatario e futuro abate del Monastero dei Santi Andrea e Gregorio di Roma dell'ordine dei Benedettini è autorizzato a vendere al nobiluomo Giovanni Battista di Anguillara il Castello di Mazzano in Diocesi di Nepi appartenendo legittimamente a detto Monastero unitamente a Monte Celato e Castel Vecchio, tenimenti compresi in detto territorio con tutte le terre, molini,possessioni monti e colli, pascoli e boschi, acqua e corsi d'acqua, diritti dei vassalli e mero mixto imperio ac gladii protestate.Tale castello è sito tra il territorio di Calcata, Moliano, Roncigliano, Campagnano, Settevene, Monterosi, città di Nepi e Agnese.